Oggetto:
Il volume analizza, con riguardo al solo processo impugnatorio a rito ordinario (con esclusione, quindi, sia dei riti speciali che della c.d. azione di nullità), i principali profili problematici relativi alle preclusioni nel processo amministrativo di primo grado, per passare poi al controverso tema dello jus novorum in appello. Ne vien fuori un quadro giurisprudenziale alquanto variegato, nel quale l’inclinazione ad adeguarsi sempre di più al regime processualcivilistico – ergo, ad ammettere sempre più largamente l’applicabilità di tutti i divieti contenuti nell’art. 345 c.p.c. – non pare sorretta da un’adeguata analisi della compatibilità di tali disposizioni con le peculiarità del processo amministrativo, con la sua struttura e la sua natura. In particolare, si muove dall’erroneo convincimento che, da un lato, il principio del giusto processo sarebbe incompatibile con un ampio utilizzo dei poteri istruttori officiosi da parte del giudice amministrativo d’appello; dall’altro, che l’esigenza di rapida conclusione dei processi verrebbe frustrata da una più ampia apertura ai nova in appello. L’autore, premesso che delle preclusioni non si può far a meno in nessun processo, se non lo si vuole trasformare in una rissa, cerca, quindi, di dimostrare che, anche con riguardo al processo amministrativo l’unico approccio metodologicamente corretto per uno studio della materia è quello che mira semmai ad individuare un regime equilibrato e ragionevole per il tipo di processo in esame, che non può appiattirsi sul processo civile.
Autore: F. Saitta - Giuffré Editore
Pubblicato il: 18/11/2010 Scade il: 18/11/2010